Gli inizi e la scelta della magistratura
Guido Galli nacque a Bergamo il 28 giugno 1932. Fin da giovane maturò una forte vocazione al servizio degli altri, come scrisse al padre in una lettera del 1957. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Milano nel 1954, superò il concorso in magistratura. Nel 1959 entrò ufficialmente nell’ordine giudiziario come uditore.

La carriera giudiziaria
Galli si distinse subito per rigore e preparazione tecnica. Approfondì con scrupolo ogni questione di fatto e di diritto. Lavorò inizialmente alla Procura della Repubblica di Milano, poi ricoprì l’incarico di Pretore. Dal 1968 tornò alla Procura come sostituto procuratore.
In quegli anni condusse inchieste di grande rilievo. Si occupò del fallimento del Cotonificio Vallesusa, sostenendo l’accusa contro l’imprenditore Felice Riva. Partecipò anche al processo sulla Società Finanziaria Italiana, dove conobbe l’avvocato Giorgio Ambrosoli.
L’impegno accademico e il pensiero giuridico
Parallelamente all’attività giudiziaria, Galli intraprese la carriera universitaria. Iniziò a insegnare nel 1963 e dal 1976 fu professore incaricato di Criminologia all’Università Statale di Milano.
Come giurista, difese sempre i diritti fondamentali. Riteneva che le esigenze di sicurezza non potessero mai giustificare deroghe alle garanzie costituzionali. Espresse questa posizione in diversi scritti, tra cui La politica criminale in Italia negli anni 1974-1977. Partecipò anche alla Commissione ministeriale per il nuovo codice di procedura penale.
L’istruttoria sul terrorismo e l’attentato
Nominato giudice istruttore, Galli affrontò una delle indagini più complesse del periodo. Concluse la lunga istruttoria contro il principale gruppo dirigente di Prima Linea nel settembre 1979. Il lavoro portò alla luce anche l’attività delle Formazioni Comuniste Combattenti.
Questa indagine lo espose a un rischio estremo. Un commando di Prima Linea lo assassinò nei corridoi della facoltà di Giurisprudenza dell’Università Statale di Milano, pochi giorni prima dell’inizio del processo da lui istruito.
Il riconoscimento e l’eredità
Dopo la sua morte, il Consiglio giudiziario espresse parere favorevole alla nomina postuma a magistrato di Cassazione. Riconobbe che Guido Galli era stato ucciso a causa delle sue funzioni e del modo coraggioso con cui le aveva esercitate.
La sua figura resta un esempio di dedizione alla giustizia, alla legalità e ai valori costituzionali.
Approfondimenti
La sitografia del magistrato Guido Galli è vasta e richiede un importante approfondimento. Tuttavia, sicuri della certezza delle fonti vogliamo rimandare ad alcuni siti web nei quali è possibile ritrovare elementi di grande interesse storico, civile e sociale:
- Rai Teche: La storia siamo noi: Guido Galli – Rai Teche
